Percorso professionale

Con grande piacere da quando ho raggiunto gli “anta” ho incominciato a ritrovare il mio filo rosso che ha permesso di svelare propensioni e desideri che sempre hanno alimentato la forza e la tenacia del mio agire. Potrei iniziare dall’anno 1989 quando dopo aver conseguito il diploma universitario di Educatore Professionale inizia il mio percorso dove da allora in poi è centrale, nella mia professione, diviene la relazione umana. Dopo aver vinto un concorso pubblico vivo una lunga ed intensa esperienza nell’ambito dei sevizi socio sanitari di alcune ASL nella provincia di Brescia.

Passo dal settore psichiatrico a quello delle tossicodipenenze alla prevenzione del disagio giovanile. Proprio all’interno di questa esperienza vengo a conoscenza attraverso un percorso di formazione, proposto dall’ente, dell’empowerment attraverso il metodo socio affettivo di Donata Francescato e Anna Putton, immediato è il richiamo, ma all’epoca poche erano le pubblicazioni e le proposte formative così per alcuni anni rimane latente.

Proseguo il mio percorso di crescita professionale occupandomi di formazione (sempre all’interno dell’ASL) e intraprendo il corso di specializzazione proposto dallo studio di Analisi Psicosociologica (APS di Milano) e vengo in contatto con la Tavistock Institute di Londra, negli stessi anni mi iscrivo a Scienze della Formazione a Verona. Man mano s’intrecciano vari percorsi di formazione e supervisione (presso la scuola Junghiana di Milano, l’Organismo di Formazione e di ricerca PRH-Italia, la Fondazione ISTUD di Stresa, l’Istituto di Psicosintesi di Brescia, ISFOR 2000 di Brescia) orientati prevalentemente a quelli che vengono definiti i comportamenti organizzativi. Laureatomi e “saziata” la necessità di una formazione che mi permettesse uno zoccolo duro dal quale partire ad operare nelle organizzazioni, “faccio il salto” lascio dopo 9 anni di lavoro l’ente pubblico ed incomincio a lavorare come libero professionista per aziende e agenzie di formazione e selezione.

Mi si apre, come dire, un altro mondo nel vero senso della parola, incomincio a viaggiare ed a conoscere realtà organizzative molto diverse e stimolanti. In questo peregrinare ritrovo sempre centrale la necessità di lavorare sulla relazione e sull’empowerment delle persone e delle organizzazioni. Ho la possibilità di studiare, confrontarmi e formarmi con persone che da anni lavorano su tale approccio e condivido con loro l’entusiasmo e la ricerca. Sia nel mio percorso personale che professionale sento che qualcosa mi manca, il piano cognitivo razionale non mi basta.

Ho la necessità di avere altri strumenti e modalità d’intervento che mi aiutino a prendere in considerazione altri aspetti e permettere un reale e traducibile sviluppo del potenziale. Vengo attratto dalla proposta dell’Istituto di Psicologia Somato Relazionale IPSO di Milano mi iscrivo al loro percorso triennale. Durante questa esperienza formativa finalmente integro due aspetti del potenziale che sentivo fondamentali il corpo e le emozioni, ma che non riuscivo a tradurli in un percorso di empowerment. Tutt’ora sono in ricerca, ma su di una strada ben tracciata e verso una meta chiara, da ciò è scaturito il desidero e la forza di condividere e accompagnare persone pronte a scoprire ed investire sul proprio potenziale.

Non s’insegna e non si può insegnare che ciò che si è.

Jean Jaurès